Coronavirus svuota-carceri

Questo è il titolo della testata online ilsole24ore.com che riapre un acceso dibattito sulla possibilità di liberare detenuti per far fronte alla problematica del Corona Virus, mandando parte di essi ai domiciliari.

Anche il giornale LA STAMPA pubblica la notizia secondo cui l'ultima rivelazione i detenuti sono 61 mila 230 a fronte di una capacità di 47 mila 231 posti.
Ecco il testo integrale che è possibile visionare anche sul sito del giornale La Stampa:

Roma – Il binomio Coronavirus-sovraffollamento nelle carceri è diventato, a dir poco, esplosivo. Tanto da imporre all’attenzione l’eventualità di un indulto. Richiesto a gran voce dai detenuti, anche con striscioni sul tetto delle prigioni com’è accaduto a Foggia, ma non solo. Dalla parte dei favorevoli troviamo infatti associazioni che si occupano dei detenuti, avvocati penalisti e politici come i radicali, il Pd, e l’ex ministro della giustizia Clemente Mastella. Mentre si schiera fermamente contro l’associazione «Vittime del dovere».

Secondo l’ultima rilevazione del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) i detenuti sono 61.230, a fronte di una capacità di 47.231 posti. In alcuni istituti di pena come a Taranto il sovraffollamento è del 200 per cento e la media è comunque del 130 per cento.

La radicale Rita Bernardini, insieme all’associazione «Nessuno Tocchi Caino» sollecita il governo per un provvedimento di amnistia e indulto per sfoltire gli istituti di pena. «Bisognerebbe far uscire chi facendo uscire chi è stato condannato a pochi mesi di reclusione dichiara -. Persino in Iran l’hanno fatto. In Italia sono 8 mila i detenuti condannati a due o tre mesi e altrettanti a meno di due anni. Se uscissero si potrebbe almeno sanificare gli edifici che sono in igieniche condizioni drammatiche».

Per la Bernardini non va dimenticato che «un’eventuale epidemia nelle carceri sarebbe particolarmente difficile per i molti detenuti che hanno patologie gravi, malati terminali e persone che hanno fatto la chemioterapia». La radicale ribadisce inoltre che non tutti gli istituti penitenziari sono dotati di Skype per consentire ai carcerati di rimanere in contatto telefonico con i propri parenti a causa del divieto delle visite.

Secondo il Fatto Quotidiano potrebbero essere circa 10mila i detenuti subito Liberi...

“Subito liberi 10mila detenuti” – Il provvedimento del governo divide anche sul fronte dei detenuti titolati ad accedere al beneficio dei domiciliari.

Dopo la morte del carcerato a Bologna, i Radicali e il Garante sono tornati a chiedere all’esecutivo di ampliare la platea delle persone alle quali concedere i domiciliari. “Bisogna mandare agli arresti domiciliari almeno altri 10mila detenuti tra quelli che hanno un fine pena breve e coloro che soffrono di patologie o hanno età per cui un contagio potrebbe essere fatale”, dice per esempio Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.

“Sappiamo – continua – che il 67% dei detenuti ha almeno una patologia sanitaria e che ben 5.221 persone hanno più di 60 anni. In questo momento di grande sforzo da parte del governo il carcere rischia di essere un luogo a rischio anche per gli operatori”. Chiede l’allargamento “della platea” dei beneficiari “a chi ha un residuo pena inferiore a quattro anni” l’associazione Nessuno Tocchi Caino, che però preferirebbe percorrere “la via maestra”, cioè quella dell’indulto o dell’amnistia.

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